Leo Gullotta

 

La manifestazione “Siracusa Gay Pride 2018”  si terrà a Siracusa dal 14 al 16 giugno e sarà presentata martedì prossimo alle 10, 30 nella Sala “Archimede” alla presenza del sindaco Giancarlo Garozzo.

Saranno presenti, il presidente dell’Arcigay Siracusa e portavoce del Siracusa pride, Armando Caravini, e i rappresentanti del comitato Siracusa Pride 2018 organizzatori della manifestazione.

Ospite di questa edizione, l’attore siciliano Leo Gullotta.

Al Pride Village,  all’interno di rainbow for pride, in piazza Cesare Battisti,  la cantante Roberta Di Pietro, della Ballarò Band, si esibirà Venerdì 15 giugno, alle ore 21, con il suo singolo “Sospesa”.

Anche Luca Cerro, il presidente  di Arci Ragazzi – Arcobaleno, sarà presente con una #risorsa educativa da ascoltare, venerdì 15 giugno.

“Sarò il testimonial accanto al presidente di Arcigay Siracusa, Armando Caravini, per stare insieme in una giornata leggera, sincera, leale e giocosa ma anche per riflettere e cercare di capire il tema di questa edizione del Pride”.

Sono queste le parole con le quali Leo Gullotta annuncia la sua presenza come padrino di giornata al Gay Pride 2018 di Siracusa. L’attore catanese sfilerà il 16 giugno nella città aretusea.

In occasione del Pride 2018, gemellaggio tra le città di Siracusa e Catania: nel segno dell’intesa tra il presidente Caravini ed il consigliere nazionale per Arcigay Catania, Giovanni Caloggero, le due città hanno sposato lo stesso documento politico.

tazione.

Il Mare: Il Mediterraneo è il suo mare, luogo dove sono nate e si sono sviluppate numerose civiltà, mare che è simbolo del movimento, del continuo divenire, della ricerca che porta nuove esperienze e ne fa salpare di altre, simbolo di accoglienza e ospitalità. Il Mare come elemento che unisce e congiunge nel segno della fluidità. Ulisse incarna il mito del navigatore alla continua ricerca di “virtute e conoscenza”, viaggiatore che non conosce sosta e che una volta tornato in “patria” Itaca, riparte nuovamente perché la sua vera “patria” è la ricerca e non una terra, perché la PATRIA quella vera non è un luogo geografico bensì un luogo che appartiene all’umanità intera, un luogo di cultura, un luogo di libertà, il luogo dove dovere e potere essere sé stessi.

Lo scenario politico e il contesto: Il quadro politico italiano e, in generale, mondiale appare assai preoccupante: • Il Trumpismo in America è orientato chiaramente a cancellare i progressi della precedente amministrazione Obama, nonchè a perseguire una politica muscolare che potrebbe portarci a un conflitto nucleare, viste anche le recenti tensioni nei paesi del medioriente peraltro mai sopite; • In Europa le forze progressiste appaiono in difficoltà non riuscendo a formulare concrete proposte fondate su valori inalienabili: la pace e il contrasto a ogni forma di belligeranza, la giustizia sociale, l’eguaglianza, la libertà individuale, sulle quali peraltro innestare una weltanshauung che ci consegni una visione della vita non condizionata dalle regole del potere e in particolare del potere economico, in grado di rimettere al centro la dignità e la libertà della persona e la sua assoluta facoltà di autodeterminazione, • In Italia lo scenario politico, quale venutosi a determinare con il nuovo governo, desta ulteriori forti preoccupazioni circa l’orientamento di detto governo in materia di famiglie, accoglienza, solidarietà, lasciando percepire una svolta decisamente reazionaria ancorché malcelata da un accattivante populismo. Siamo, pertanto, molto preoccupati per la mancata assegnazione della delega alle pari opportunità, in passato esistente persino con i governi di centro destra a trazione berlusconiana, preoccupati per le sorti di UNAR, preoccupati perché nei programmi elettorali delle due forze politiche al governo non vi è traccia alcuna della questione LGBT e, coerentemente, nel cosiddetto contratto di governo. • Da aggiungere a questo quadro abbastanza desolante il perpetuarsi di violenze a sfondo omo/transfobico prodotto di una non-cultura della discriminazione, nonché tutti i reati a danno delle donne, anch’essi generati dalla non-cultura del patriarcato e del sessismo.

Lo scenario del movimento LGBTI: I diritti parzialmente acquisiti con la legge 76/2016 ex Cirinnà hanno prodotto la percezione, recepita dalla “pancia” della comunità, che oramai gli obbiettivi sono stati raggiunti, laddove una manciata di confetti e alcune candeline su una torta nuziale non sono affatto esaustivi di una profonda esigenza di cultura sul cui terreno si articoleranno le nostre prossime sfide. L’aspetto della rivendicazione dei diritti, dimensione certamente fondamentale, non può né deve essere esaustivo della ragion d’essere del Movimento se è vero, come crediamo sia vero, questo debba essere portatore e generatore di valori che in quanto universali devono trascendere le specificità di ogni genere, senza tuttavia intaccare il valore delle differenze, anzi conferendo ad esse la dovuta ricchezza. In questo contesto, lungi dal voler essere identitaristi, riteniamo che il Movimento debba approfondire la conoscenza e la memoria delle proprie radici, cioè la propria cultura, e ripristinare chiaramente i propri connotati nonché l’orgoglio della nostra appartenenza e delle nostre lotte.

I nostri valori e rivendicazioni: La nostra storia affonda le sue radici, come movimento, negli anni sessanta, anni in cui era molto forte la spinta culturale e politica anti-razzista del Black Power e le lotte per l’emancipazione femminile del moderno femminismo (Nel luglio del 1970 sui muri di Roma apparve il manifesto della rivista Rivolta femminile), anni in cui si esaltava “la fantasia al potere”, anni che consentirono la rivolta di Stonewall e la fondazione del mitico FUORI. Alle battaglie dei neri e a quelle delle donne siamo particolarmente grati, poiché la loro storia è storia di libertà, di autodeterminazione, di accoglienza e solidarietà, principi questi che costituiscono i nostri valori fondanti dai quali non si può né si deve deviare. Sono ancora molte le cose e i diritti che dobbiamo rivendicare e lungo sarebbe farne la rituale elencazione che preferiamo sintetizzare nella più semplice e onnicomprensiva istanza di PARITA’, soddisfacendo al contempo i dettami della nostra Carta Costituzionale.

Il Catania Siracusa Gay Pride 2018: La nostra storia si riflette oggi nella moltitudine di persone che il Mare ci consegna, purtroppo non tutte, persone che fuggono da terre funestate da guerre, da discriminazioni e emarginazioni, dalla totale assenza di quei valori citati in premessa e che molto spesso non trovano risposta nemmeno da noi, anzi spesso trovano riscontri altrettanto negativi sospinti da quel vento preoccupante sopra accennato. Siamo fermamente convinti che se la nostra comunità fatta da persone omosessuali, bisessuali, transessuali e intersessuali ancora oggi non trova piena accoglienza e solidarietà, allora le nostre battaglie non possono e non devono prescindere dalle istanze e dalle necessità di queste persone che il Mare ci consegna ed alle quali dobbiamo offrire ciò che a noi è stato negato in passato e nel presente ancora parzialmente negato. E’ la nostra cultura, la nostra tradizione, che si fonda sul rispetto e valorizzazione delle differenze, e, dunque, queste persone così differenti da noi per etnia, cultura, usanze, devono costituire un valore aggiunto, un valore che, più che integrare, vorremmo INNESTARE nei nostri valori. Non esiste una terra di proprietà di qualcuno, esiste un mondo di proprietà di chi lo popola e abita, perché dove oggi noi siamo ieri c’erano altri e così sarà ancora, e i problemi e le necessità di alcuni sono i problemi e le necessità di tutti. Appare quanto mai opportuno e imprescindibile innestare le nostre lotte e rivendicazioni nel più grande tronco delle battaglie portate avanti dalle minoranze tutte, dalle donne, dai precari, dai neri, dai disoccupati, dai giovani in cerca di lavoro, dalle famiglie tutte, in sintesi fare nostri i problemi degli altri e fare degli altri i nostri problemi. E il Mare, il Mediterraneo in particolare, ci dona questa grande opportunità di una UMANITA’ che questo Pride vuole rivendicare, una umanità che eravamo e siamo noi omosessuali, transessuali, bisessuali e intersessuali, una umanità che troppo spesso il Movimento dimentica, talvolta impegnato in astratte ed inutili dispute “teologiche”, sovente frutto di esibizioni intellettualistiche, che ci allontanano dall’ascolto delle persone e dai loro reali bisogni.

Per questa ragione Catania e Siracusa intendono articolare i loro Pride sul mare e nei suoi porti, una volta luoghi di barriere ed esclusioni, oggi invece di inclusione e opportunità, uniti dalla medesima istanza di UMANITA’, grati alle proprie acque per il dono immenso del dono dell’accoglienza e solidarietà. Dalla accoglienza e dalla solidarietà scaturisce il bene supremo della PACE cui attentano tutti coloro che si ostinano nelle discriminazioni di ogni genere sia fra i singoli sia fra i popoli, bene in nome del quale confermiamo con forza il nostro rifiuto della guerra convinti come siamo che la forza delle armi denuncia solo la debolezza dell’uomo. Ma questo dono ci offre anche un’altra opportunità: quella di batterci e RESISTERE a questo vento reazionario che spira pericolosamente, perché il fascismo non è stato solo un circoscritto periodo storico ma una NON-CULTURA, una negazione di quei valori che ci animano e per i quali siamo qui oggi e sempre.

MARE UMANITA’ RESISTENZA

 

Armando Caravini

 

Luca Cerro

 

Roberta Di Pietro e Leo Gullotta

Francesco Italia